Storia dell’editoria.

 

Aldo Manunzio.

Aldo Manunzio.

L’EDITORIA

L’editoria è l’attività imprenditoriale di produzione e gestione di contenuti riproducibili in serie e della loro diffusione e commercializzazione in forme trasmissibili attraverso i media (e oggi anche attraverso le reti telematiche). Il soggetto che esercita tale attività è detto editore.

L’editoria libraria è il processo di trasformazione delle idee di un determinato autore in contenuti accessibili e disponibili a tutti. Comprende le seguenti fasi: selezione degli originali, preparazione delle bozze, cura del progetto grafico, stampa. Se nel XIX secolo l’editoria, libraria, periodica e musicale, proponeva al pubblico un oggetto con evidenti caratteri materiali (libro, giornale, disco), oggi il termine indica anche la produzione di CD-ROM ipertestuali, eBook e file digitali.

Storia dell’editoria

Le origini

L’editoria nacque come industria per la produzione in serie di libri.

Si potrebbe pensare che la nascita dell’editoria corrisponda con la nascita della stampa a caratteri mobili e che, quindi, il primo editore sia stato Johann Gutenberg. In realtà Gutenberg non fu un editore nel senso pieno del termine, ovvero un imprenditore, ma rimase uno stampatore.

Un precursore dell’editoria così come è intesa oggi fu l’italiano Aldo Manuzio (1449? – 1515). Nel 1494 a Venezia egli iniziò la sua attività di tipografo e libraio, nel corso della quale stampò e vendette un numero considerevole di opere in greco e latino. Manuzio non esercitava solo l’attività di stampatore: egli curava il processo di preparazione del libro nel suo complesso (entità di contenuto, forma estetica e realizzazione materiale) e, nel caso di opere di autori viventi, interveniva anche sul contenuto, affiancando l’autore nella sistemazione del manoscritto. Oltre a Manuzio, sono ben noti altri librai italiani del Cinquecento, quali Nicolò d’Aristotele detto Zoppino o Francesco Marcolini da Forlì, anch’essi attivi a Venezia.

I primi veri editori nel senso pieno del termine apparvero in Europa in un periodo che va (a seconda delle aree geografiche) dal 1790, con la Rivoluzione francese, agli anni ’40 dell’Ottocento.

Organizzazione del processo editoriale

La figura dell’editore

L’editoria, è prima di tutto, un’attività culturale, basata sulla scelta e la cura dei contenuti creati da artisti, scienziati, filosofi… per portarli, trasformati in oggetto fisico (il libro appunto, ma anche l’articolo, il saggio, la recensione), fino all’utente finale: il lettore.

L’editore è quindi l’artefice della trasformazione della scrittura in un qualcosa di largamente fruibile. Questa funzione creativo-culturale permette al pubblico, almeno teoricamente, di fruire di contenuti filtrati evitando di esporlo ad un’indiscriminata massa di materiale (il cosiddetto controllo editoriale o linea editoriale). Col tempo questa funzione di discernimento dei contenuti è andata via via scemando (anche a causa della crisi delle vendite cartacee, della diffusione dei nuovi media e al fenomeno delle autoedizioni.

Differenze con l’inglese editor

In italiano il termine ha un significato diverso rispetto al vocabolo inglese editor. Editor, che significa “curatore di un’opera scritta da altri” è un termine che abbraccia un vasto campo di attività, dalla stampa professionistica al giornale locale. In particolare, nei giornali piccoli il lavoro di compilazione e messa in pagina degli articoli è compiuto da una sola persona. L’articolo di apertura di tali pubblicazioni è denominato “lettera del curatore” (letter from the editor). Il termine inglese con cui si indica un editore o una casa editrice è publisher.

Le altre figure professionali coinvolte nell’editoria del libro

Nel lavoro editoriale è coinvolta una catena di figure professionali provenienti da varie discipline. Un elenco indicativo di queste figure, affiancate ma non sempre distinte da quella dell’editore, specie nelle piccole case editrici, potrebbe essere il seguente.

Un simile elenco dà anche la possibilità di offrire uno schema sintetico del processo editoriale in sé, ovvero del passaggio del documento dalla sua forma dattiloscritta, al suo arrivo nelle mani del lettore.

  • A monte:

·        l’autore del libro;

·        il traduttore dovrebbe essere forse inserito tra le figure seguenti visto che questo professionista essenziale, solitamente, si inserisce nella catena di produzione del libro a valle delle decisioni prese dallo staff direttivo della casa editrice;

·        l’agente letterario, rappresenta gli interessi dell’autore o comunque del proprietario dei diritti. Il suo compito è trovare una collocazione ideale dell’opera valutando il profilo della produzione degli editori nel Paese in cui opera e le loro potenzialità e capacità culturali e commerciali per meglio diffondere il lavoro dell’autore. Collocata l’opera e negoziati, per conto dei proprietari dei diritti, i termini contrattuali con l’editore, l’agente deve vegliare sino alla scadenza del contratto affinché il contratto stesso venga rispettato e l’opera trovi la miglior diffusione possibile. L’agente letterario deve quindi disporre di sufficienti conoscenze in campo giuridico, letterario ed economico. Il maggior agente letterario in Italia e uno dei più importanti di sempre è stato Erich Linder, che ha lavorato nella celebre Agenzia Letteraria Internazionale. Nel mondo editoriale italiano, sino agli anni cinquanta, periodo in cui iniziò a operare Linder, la figura dell’agente letterario non aveva la preminenza che ha invece sempre avuto nel mondo anglosassone, in cui un autore non tratterebbe mai di clausole contrattuali con il proprio editore (al contrario dell’atteggiamento comune nei Paesi dell’Europa continentale).

  • Chi trova, giudica e decide il destino del libro:

·        il curatore editoriale e lo “scopritore di talenti” reperiscono gli autori e i titoli;

·        il direttore editoriale, principale responsabile delle scelte editoriali, decide l’acquisizione del libri e i contratti con gli autori, può coincidere con l’editore;

·        il consulente editoriale, detto anche lettore, giudica il materiale reperito da scout e curatori editoriali e ne valuta il valore intrinseco, oltre a segnalarne debolezze ed errori concettuali. Come anche le altre figure professionali citate sopra, egli può dover essere altamente specializzato, particolarmente nell’editoria tecnica e scientifica;

·        il direttore di collana si prende cura dei contenuti delle singole collane, viste come articolazione fondamentale della missione culturale e commerciale dell’editore;

·        lo scout, figura presente nelle grandi case editrici: è un cacciatore di libri in Paesi diversi dal proprio; vivendo in un Paese straniero, si tiene a stretto contatto con autori ed editori di quel Paese per acquisire libri idonei al catalogo del proprio editore.

  • Chi rende il libro ciò che poi il lettore acquisterà:

·        il curatore editoriale, una figura fondamentale che assiste l’autore, intervenendo durante e/o alla fine della stesura del libro, discutendo con lui i contenuti, la forma, apportando tagli, correzioni, aggiunte. Soprattutto nell’editoria anglosassone è una figura di rilievo. Basta leggere i ringraziamenti degli scrittori inseriti nei propri libri per capire l’importanza dell’apporto dell’editor. In Italia la figura del curatore editoriale è meno delineata e a volte la si fa coincidere con il correttore di bozze;

·        l’art director e/o designer e/o semplicemente il grafico editoriale è colui che trasforma il libro da oggetto di pura scrittura a prodotto visivo progettato. Si occupa del sistema di immagine coordinata editoriale, della scelta delle immagini e del progetto di tutta la parte visuale dell’oggetto libro, della cura grafica e tecnica di ogni singola edizione (copertina, impaginato, lettering);

·        il redattore: è colui che trasforma un file di testo in un libro, seguendo le indicazioni del grafico per il layout della collana e le scelte grafiche del proprio editore specificate in un opuscolo denominato normario. La sua lettura del testo è quindi duplice: per un verso controlla la scorrevolezza del testo, la correttezza delle traduzioni ecc.; per l’altro verso, controlla la completezza delle indicazioni bibliografiche, la grafia e la collocazione di ogni porzione del testo, l’uniformità delle scelte grafiche;

·        il correttore di bozze legge attentamente le bozze di stampa alla ricerca di eventuali refusi.

  • Chi realizza concretamente il libro:

·        il direttore di produzione, colui che segue tutto il processo produttivo garantendo la qualità ed i tempi di produzione;

·        i tecnici di produzione, colui o coloro detengono la gestione dell’intero processo produttivo, occupandosi del reperimento delle materie prime e dei fornitori;

·        il tipografo.

  • Chi fa giungere il libro nelle nostre mani:

·        il distributore, che cura la distribuzione fisica dei libri;

·        il promotore promuove il libro presso le librerie;

·        il pubblicitario;

·        il critico letterario;

·        il libraio.

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